ESG e Carcere: quattro incontri per ripensare il lavoro penitenziario
Approfondimenti
Senato della Repubblica
2 maggio 2024
Tra maggio e novembre 2024, la Fondazione Severino ETS ha preso parte al ciclo di convegni ESG e Carcere, promosso dalla senatrice Maria Stella Gelmini con il supporto di Ethicarei e bee.4, che ha riunito istituzioni, amministrazione penitenziaria, mondo accademico, imprese e terzo settore intorno a una questione centrale: il lavoro come strumento di reinserimento e di riduzione della recidiva.
Le quattro giornate — svoltesi tra la Sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, la Sala Isma del Senato e la Sala Capitolare di Palazzo della Minerva — hanno affrontato il tema da prospettive complementari, costruendo progressivamente un quadro di analisi e di proposta.
Il primo incontro, ESG e Carcere: l'inclusione possibile (7 maggio), ha aperto il dibattito sul valore del lavoro penitenziario alla luce dei criteri ESG e degli impegni assunti a livello europeo e internazionale, dall'Agenda 2030 alle più recenti direttive comunitarie. Il secondo, Impatto sociale, recidiva e bene comune (25 giugno), ha posto al centro l'articolo 27 della Costituzione e la funzione rieducativa della pena, sottolineando come formazione e lavoro siano gli strumenti più efficaci per abbattere la recidiva e restituire alle persone detenute un ruolo attivo nella società. Il terzo appuntamento, Quando Stato, impresa e terzo settore si incontrano. Replicabilità dei modelli (25 settembre), ha messo a confronto esperienze concrete di aziende e cooperative che hanno avviato percorsi lavorativi in carcere, evidenziando la necessità di rendere sistematici modelli che oggi restano episodici. Il quarto e conclusivo incontro, Smuraglia, ESG e nuove direttive europee: sfide e opportunità (6 novembre), ha analizzato il quadro normativo alla luce delle direttive CSRD e CSDDD, esplorando come queste possano rappresentare un'opportunità per ampliare e qualificare il lavoro penitenziario.
La presidente Paola Severino ha concluso i lavori dell'ultima giornata, richiamando la centralità di una visione del lavoro in carcere che rifiuti la logica assistenziale e punti invece all'emancipazione concreta della persona.
Il ciclo si è chiuso con cinque proposte operative — su metriche di valutazione, dialogo con l'Amministrazione Penitenziaria, advocacy istituzionale, comunicazione e riforma degli strumenti normativi — che indicano una direzione possibile per chi voglia tradurre il confronto in azione.
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