Laboratorio di scrittura narrativa in carcere attivo per tutta l'estate
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Casa Circondariale Civitavecchia
La Fondazione Severino porta la fiaba come strumento di rielaborazione personale nel carcere di Civitavecchia
Prende il via presso la Casa Circondariale di Civitavecchia il Laboratorio di scrittura narrativa “Come trasformare la propria vita in un racconto servendosi della struttura della fiaba”, ideato e condotto da Francesca Crisi e destinato alle persone ristrette.
Il progetto nasce dall’idea che la fiaba non sia soltanto una forma di narrazione, ma anche uno strumento simbolico attraverso cui rileggere la propria esperienza, dare ordine ai vissuti e immaginare possibilità nuove. La struttura della fiaba – con il suo percorso fatto di prove, ostacoli e trasformazioni – diventa così una chiave per rileggere la propria storia personale e restituirle senso e direzione.
Durante il laboratorio, le partecipanti saranno accompagnate in un percorso progressivo: dalla conoscenza delle origini e delle caratteristiche della fiaba, fino all’analisi della sua struttura narrativa, che verrà poi utilizzata come modello per la scrittura. Nella fase successiva, ciascuna persona sarà invitata a elaborare quattro testi: tre fiabe dedicate alle diverse stagioni della vita (infanzia, adolescenza ed età adulta) e una quarta proiettata verso un possibile futuro.
La scrittura sarà affiancata anche da un’attività di illustrazione dei testi, con l’obiettivo di ampliare le modalità espressive e rafforzare il lavoro di rielaborazione personale.
Il laboratorio si svolgerà per tutta l’estate, una scelta non casuale. Il periodo estivo, spesso caratterizzato da una riduzione delle attività e da una sospensione dei percorsi formativi, diventa in questo caso un tempo prezioso di continuità. Mantenere attivi spazi di formazione e creatività anche nei mesi estivi significa infatti garantire presenza, ascolto e opportunità di crescita costante, elementi fondamentali nei percorsi di reinserimento e inclusione.
Il progetto si inserisce nell’impegno più ampio della Fondazione Severino nel promuovere interventi educativi e culturali negli istituti penitenziari, attraverso strumenti capaci di valorizzare la persona e la sua capacità di trasformazione.
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