Inclusione, cultura e formazione
Eventi
16 luglio 2026
L'intervento della Fondazione Severino al Convegno sull'esecuzione penale
L'8 luglio la Fondazione Severino ha preso parte al Convegno dedicato all'esecuzione penale, intervenendo nel quarto panel dedicato al tema dell'inclusione.
Nel suo intervento, la Vicepresidente Eleonora Di Benedetto ha portato l'esperienza maturata dalla Fondazione negli istituti penitenziari, sottolineando come l'inclusione non possa essere considerata un obiettivo che inizia al termine della pena, ma un percorso che deve prendere avvio fin dal primo giorno della detenzione.
Partendo da una riflessione condivisa anche in occasione della recente Conferenza del Consiglio d'Europa a Malta sulle persone detenute con particolari vulnerabilità, l'intervento ha posto l'attenzione sulla necessità di costruire percorsi realmente personalizzati, capaci di rispondere ai bisogni specifici delle persone.
Un focus particolare è stato dedicato alla detenzione femminile, una realtà che rappresenta una minoranza numerica all'interno del sistema penitenziario ma che concentra fragilità sociali, economiche e personali che richiedono interventi mirati. Dalla maternità alle esperienze di violenza, dalle difficoltà lavorative alle problematiche legate alla salute mentale, le donne detenute evidenziano l'importanza di un approccio che metta realmente la persona al centro.
Nel raccontare il lavoro della Fondazione Severino, Eleonora Di Benedetto ha ripercorso l'evoluzione dei progetti sviluppati negli istituti penitenziari: dai percorsi di formazione professionalizzante ai laboratori artistici e culturali, nati dall'esperienza diretta e dalla consapevolezza che il reinserimento passa non solo dall'acquisizione di competenze, ma anche dalla ricostruzione dell'identità, della fiducia e delle relazioni.
«La cultura non è un elemento accessorio all'interno del carcere, ma uno strumento di inclusione. Il lavoro non rappresenta soltanto una prospettiva occupazionale, ma un esercizio quotidiano di responsabilità. La formazione restituisce fiducia nelle proprie capacità.»
L'intervento si è concluso con un richiamo alla necessità di rafforzare la collaborazione tra amministrazione penitenziaria, magistratura di sorveglianza, istituzioni, università, imprese e terzo settore, affinché l'inclusione diventi un processo condiviso e continuativo.
Per la Fondazione Severino, investire su cultura, formazione e lavoro significa dare concreta attuazione alla funzione rieducativa della pena prevista dalla Costituzione e contribuire alla costruzione di un sistema penitenziario più efficace, più giusto e più umano.
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